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Effedipi - Fatti Di Parole
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giovedì, dicembre 19, 2002 Chi di voi non ama nuova york abbassi la mano (attenti a non sprofondarla troppo sotto terra, che prende umidità). Bene, per tutti voi rimasti con la mano alzata - che tanto lo so che passate le giornate con le mani alzate per arrendervi al tran tran quotidiano - è obbligatoria una visita al bel sito di Rion, dove potete sfogliare un album quasi quotidiano di istantanee della mela gigante. Non tutte memorabili, ma la maggior parte belle e moltissime vestite per sognare.
lunedì, dicembre 16, 2002 Allora: è successo che venerdì sera io sia tornato alla casa reggiosa in
treno. Per ingannare il tempo, oltre al nuovo disco di Brad Mehldau
(bellissimo) in cuffia, mi sono impegnato nell'attaccare un
megliovenduto d'antan che mi ero lasciato sfuggire: "La cruna dell'ago"
dello zio Ken (Follett). Gran mestiere, ma proprio gran. Mi chiedo se
ancora ci si possa permettere di snobbare gente che sa raccontare e
creare atmosfere con la facilità di un piccolo Hugo, a favore di
tessitori di prestidigitiribiritazioni verbali spacciate per
avanguardia. Certo, è possibile vestire entrambi i panni, quelli
dell'affabulatore e dell'artista, ma è privilegio di pochi. Pochi come
il Don DeLillo di Underworld (leggetelo, fatevi un favore, non fatevi
spaventare dal numero di pagine!). Mah.
giovedì, dicembre 12, 2002 Bene. Dopo giorni e giorni in cui Nessuno (il mio più affezionato lettore e contributore dopo la Lisa) ha potuto leggere queste righe, ritorno gettando nell'arena un film, stavolta: Femme Fatale di Brian De Palma. Ebbene?
mercoledì, dicembre 04, 2002 La tentazione del videogiocatore preme, amici miei: xbox ora è venduto
con tre giochi a 279 eurucci, poco più di tre giochi per la mia attuale
e fidata playstation2. Il che dà da pensare, almeno a me.
Ah, un'altra cosa: "c'è nessuno?"
Sentite, qualcuno ha letto powerbook della Winterson nata Jeanette? Urgono opinioni da confrontare con la mia.
Stamattina quando sono arrivato al lavoro non si vedeva dove avrei potuto lavorare. Non si vedeva niente, in effetti, solo la nebbia. Avvicinandosi al palazzo poi la vedevi salire dal laghetto, intorno agli immani archi di cemento che creano la gabbia che lo sostiene (lo sapevate che lavoro in un palazzo appeso?). Mi tornava in mente la voce cantilenante della mia formidabile insegnante di latino e greco, ai tempi del liceo. La voce diceva "campi flegreeei", più o meno, ma il tono era unico, fantastico davvero. Quanti stupidi aggettivi ci butto in mezzo, vero? Il fatto è che dormire (forse) cinque ore non mi basta più, alla mia età. Ieri sera mi sono messo a suonare intervalli, e ora ho la testa che rimbomba di seconde aumentate e seste diminuite. Fra l'altro mi piace, anzichenò.
martedì, dicembre 03, 2002 Le sfilate dei cieli padani quest'anno sono state univoche: va di moda il grigio. La fantasia si sbizzarisce poi in tutte le possibile sfumature, dal perlato acqueo all'opaco polvere sottile. E noi che stiamo tanto a spremerci per trovare nuove tendenze quando basta restare fra le variazioni su tema per essere considerati una parte del mondo dove vale la pena vivere.
lunedì, dicembre 02, 2002 Ieri sera - ringraziando la prigrizia - io e Franpe ci siamo visti un magnifico documentario BBC a tema Gershwin. Incredibile personaggio, con la voglia di spiccare tipica dell'immigrato (non è un'idea mia, lo dice lo speaker: copyright BBC) e il genio tipico del genio. Uno che scriveva cazonette alla moda e componeva concerti, come se oggi Robbie Williams fosse in grado di fare l'una e l'altra cosa, invece di non saperne fare nemmeno una. Suonava come un forsennato leggero come Astaire, Gershwin (vero cognome Gershowiz, da ebreo russo purosangue), anche se era un nome da rivista. Quali nomi da rivista oggi suonano davvero, lasciando stare il come? Viva tutto ciò che è contemporaneo, perchè per il solo fatto che lo sia è una speranza, ma come si fa a non essere pessimisti se ci si ferma a pensare?
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Fatti e parole. |