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Effedipi - Fatti Di Parole
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lunedì, marzo 31, 2003 E buona settimana.
Sembra ieri che sono partiti, tutti gagliardi nei loro giubbini mimetici; un paio di colpi ben assestati (dichiarati come ben assestati) facevano già salire l'umore. Visto? Van giù con poco, quelli lì. Visto? I missili l'hanno passata, la visita oculistica. Non prendeono nemmeno tanti civili. Oggi sono già molto meno gagliardi. Oggi sono già molti di più i civili. Oggi, insomma, siamo tornati a guardare in faccia la guerra così com'è. Oggi conosciamo la distruzione dietro lo schermo del film d'azione.
mercoledì, marzo 26, 2003 "Il cammino che abbiamo intrapreso non e' facile, ma conosciamo la destinazione, rimarremo su questo cammino, miglio dopo miglio, dritti fino a Baghdad e verso la vittoria. God Bless America" (George W.Bush)
Voi direte: ma questo è scemo. Infatti. Il problema però è diverso. Pensateci bene: cos'altro potrebbe dire a questo punto? La guerra è questo. Non Porta a Porta. Che cos'è che vale questo prezzo? L'equilibrio internazionale? I buoni sentimenti? La democrazia d'importazione? Il petrolio? La borsa?
Poi ci riempiamo la bocca di parole e spieghiamo, ci sdegniamo, professiamo fedeltà o indifferenza.
Guardate cosa abbiamo fatto, noi esseri umani, ancora una volta. Guardate cosa abbiamo fatto. Cosa stiamo facendo. Cosa si stanno facendo queste due popolazioni. Guardate cosa non siamo siamo stati capaci di impedire, noi esseri umani, ancora una volta. Guardate cosa stiamo facendo.
martedì, marzo 25, 2003 Né la Croce né l’infanzia bastano,
il martello del Golgota, l’angelica memoria a schiantare la guerra. I soldati piangono di notte prima di morire, sono forti, cadono ai piedi di parole imparate sotto le armi della vita. Numeri amanti, soldati, anonimi scrosci di lacrime. (Salvatore Quasimodo) "Ora sono IO il terrorista, ora siamo NOI i terroristi" (William Rivers Pitt)
lunedì, marzo 24, 2003 E se il pacifismo fosse provare la stessa pena per tutti? Se fosse così ci sarebbero pochissimi pacifisti in giro.
Ora Cocciolone in versione marine. Cambierà qualcosa?
venerdì, marzo 21, 2003 Copincollo un mio intervento (pardon) da Osservatorio Guerra:
Looptrain mi scrive, accettando la mia offerta di partecipare all'Osservatorio (grazie di cuore): "Vedo che sei contro la guerra e contro i pacifisti. Sono curioso: per cosa sei a favore?". Premessa necessaria: non credo nell'utilità di rispondere. Il favorecontro mi ricorda molto il celomanca. Tengo però a ricordare a chi ne avesse interesse che "i pacifisti" non sono una colata di cemento armato. Sono, appunto, persone che non vogliono che la guerra sia un legittimo attrezzo con cui metter mano alle congiunture internazionali. Sono delle persone. Ognuna vive la propria posizione, la propria opposizione come meglio crede, secondo i propri principi. Non tutti usano gli stessi metodi.
Alcuni sono convinti che portare attenzione al tema sia il punto focale: da qui occupazioni di binari (non solo militari, binari civili), strade e quanto altro. Sensibilizzare è la chiave, per chi la pensa così. Io non la penso così. Questo genere di pacifista lo trovo deplorevole. Trovo che pace e libertà siano due concetti raramente separabili e che quindi chi si dice a favore della seconda debba per lo meno rispettare la prima. La libertà di movimetno altrui non è barattabile con la pace. Se a bordo di uno dei treni (civili) bloccati ci fosse una persona che corre a casa perchè la moglie, il marito, un genitore o un figlio stanno male? Dovrebbe pacificamente sensibilizzarsi? No, io credo che queste azioni facciano male alla pace. Incattiviscono. Sono deliziosamente inutili. Sono masturbatorie: nate per appagare chi si sente in dovere di definirsi disubbidiente, di fare il Franti, di ammantarsi del romanticismo del ribelle a buon mercato.
Altri sono convinti che la pace complessiva nasca da mille piccoli rispetti. Dall'esempio, dalla libertà di pensiero, dal non compiere soprusi a nome di nessuna bandiera, nemmeno quella arcobaleno. Dalla curiosità per il diverso, dall'affetto sino a prova contraria. Questi mi piacciono di più. Non agiscono per narcisismo. Non urlano più forte degli altri come prezzolati a un funerale. Il loro dolore è più composto, non meno presente. Alzano la voce, ma con chi può fare qualcosa. Se devono boicottare, infastidire, intralciare dirigono le loro giuste azioni di protesta contro i potenti, contro chi potrebbe fare e non fa, o fa male.
Poi, poi ci sono mille altri modi di volere la pace, cioè di amare l'uomo.
E io li rispetto tutti. Non rispetto chi non rispetta me, gli altri, il prossimo. Non rispetto chi non rispetta. Non rispetto Berlusconi, non rispetto Bush, per esempio. Ma non rispetto nemmeno chi sdraia le proprie bandiere sulla libertà altrui. Rispetto fino al midollo chi pensa, si confronta, usa la sua voce e si appassiona. Mi piace questo Osservatorio. "And every time the Israeli Command terrorises Nablus as today with tanks and Jeeps and APC's bristling with death at every junction within the city, operating a lock-down even worse than before (how can this be possible), more Martyrs are ready to defend the honour of Palestine and fight for the freedom of surely the most gentle, generous and peaceful people on earth" (Rachel Corrie)
Questa è la stessa Rachel, pare. Pare qui difenda i terroristi, pare. La realtà è complicata, molto triste. Alcuni intanto pagano con la loro vita, altri con quelle altrui. Terribili immagini rubate: sembra che Rachel, la giovane pacifista uccisa nei Territori, sia stata ferita volontariamente dal manovratore del bulldozer. A me sono venute le lacrime agli occhi.
giovedì, marzo 20, 2003 Apprendo ora che in tutto il paese ci sono binari occupati, treni bloccati, strade interrotte. Dai pacifisti. Voglio dire una cosa, a questi pacifisti: siete dei mentecatti. Non avete la più pallida idea di cosa sia il rispetto e volete spiegarci cos'è la pace? Come se chi non riesce a stare dritto volesse fare l'istruttore acrobatico.
"On our last day in Iraq, people say farewell and ask us to take their photographs. They think it will help if Americans see their faces, that maybe then they won't drop the bombs" (Maura Stephens)
Ecco qua. Spuntano già i primi reporter con le maschere antigas. E le prime spine dorsali tremanti.
Guerra.
mercoledì, marzo 19, 2003 Ogni tanto, confrontare i migliori fra coloro che non la pensano come te e i peggiori che ti danno ragione è un sano esercizio. Troppo comodo, altrimenti.
E un coglione è un coglione. Anche se non vuole questo attacco che io non voglio.
Sapete, io sono contrario all'intervento in Iraq così come si è configurato. Però un grande capo è un grande capo. E un grande discorso è un grande discorso: qui c'è Blair, petto a petto con temi gravi e dolorosi. Un capo vero, che mostra forza. Ma anche capace di aprire e chiudere il suo discorso con un "beg".
martedì, marzo 18, 2003 Non è che uno debba scrivere tutti i giorni, vero?
lunedì, marzo 17, 2003 Sabatolaltroieri, la prima cena di compleanno con più festeggiati che invitati. Carote con Nutella e lardo, funghi al prosciutto e polenta a nuotare in un mare di Bonarda.
Un felice, tenero e robustissimo convegno di persone di spirito chiacchieranti per un'ora e una mezza ora. Le persone sono dieci dita. Il convegno sono le Variazioni Goldberg sentite ieri sera in concerto da Evgeny Koroliov: una faccia da impiegato delle poste che cela il cervello che ha saputo abbracciare il cuore di Bach come nessun altro mai. Poi basta: c'è anche il disco, per cui basta.
venerdì, marzo 14, 2003 In certi giorni, con certi venti e certe luci, sembra che tutto quello che scorre al mondo scorra dentro le nostre vene e nei nostri polmoni.
mercoledì, marzo 12, 2003 Il dolore trasparente
Lascia vedere aldilà Pochi capelli bambini (E.Blok) martedì, marzo 11, 2003 Non so chi di voi abbia provato ad esplorare il link Orisinal, qui a fianco. Se non l'avete fatto fatelo: piccole schegge di divertimento, minuscoli giochi intessuti di poesia e di delizie visive.
A volte capita di non dormire, di svegliarsi in una notte più volte di quante non ci si riaddormenti. Oggi è uno di quei giorni in cui capita. A volte capita di non dormire e di ritrovare tutte le energie pronte al mattino, più pronte che dopo una buona dormita - che necessita di risvegliare la mente pezzo a pezzo. Oggi è uno di quei giorni in cui capita.
lunedì, marzo 10, 2003 Il sole che ho lasciato venerdì non se ne è andato, è ancora qui a puntarmi lo specchio che mi acceca in un occhio.
venerdì, marzo 07, 2003 Occhi pieni di sole: il lago colpisce ancora, a tradimento, con una manciata di coriandoli accecanti, di riflessi.
Voglia di mettermi davanti ad uno schermo nero che dopo poco nero non sia più.
Mi è sembrato che questo passo, citato da Davide, non potesse starsene lì rinchiuso in un commento.
Fra l'altro aiuta a capire quanto siano innovativi - e benpagati per qualcosa - i nostri esperti attuali: "Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la Tirannia." (Platone) Mi è sembrato che non potesse stare lì stretto in un commento, questo passo citato da Davide:
"Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i dei sempre più esigenti sudditi, sono digovernanti resistono alle richieste chiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la Tirannia" (Platone) giovedì, marzo 06, 2003 Aria di sole. Poi aria di pioggia. Poi sera: nè sole nè pioggia.
mercoledì, marzo 05, 2003 Non li fanno più gli imperi di una volta. Interessante pezzo di Riotta sul "reame" americano.
Oggi ricorre il cinquantesimo anniversario della morte più sfigata della storia della musica, quella di Sergej Sergeevich Prokofiev. Perchè? Lo stesso giorno si spegneva - è proprio il caso di dirlo - un altro celebre russo, famoso anche per i suoi titanici baffi neri...
Sapete chi vince Sanremo?
Chi non lo guarda. Secondo? Chi non ritiene che sia nemmeno un argomento, guardarlo o non guardarlo. martedì, marzo 04, 2003 Quando ogni giorno
ci vengono incontro i colli dritti di parole cave come tronchi Quando ogni giorno ci viene incontro un giorno Quando ogni giorno ci viene incontro una notte per qualcuno altro come ferro Quando ogni giorno ci viene incontro un giorno Aprire la finestra è il minimo rumore che possiamo fare per noi e tanto per fare (A.Machado) |
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