|
Effedipi - Fatti Di Parole
|
|
giovedì, luglio 31, 2003 Chocolat è un film del menga.
Però ogni tanto mi sa che aveva ragione la Harris, che il cioccolato qualche scaglia magica ce l'abbia per davvero. La pioggia piove.
Lo stomaco stomaca. Gli occhi bruciano. Non mi piace questa nota stonata. venerdì, luglio 25, 2003 Esiste una ragione di stato che impone di mettere le teste dei nemici sulle picche? Forse. E allora? Non è la mia ragione. Nessuno mi paga le tasse, la mia bandiera è la mia famiglia. Io non sono lo stato, o gli stati. Quello che io penso è che gli USA, mostrando le foto di quella povera carne morta di malvagio, di Uday, di Qusay, con quei nomi da fumetto e quei curricula da assassini, hanno fatto un grosso sbaglio. Gli USA hanno commesso lo stesso sbaglio dello scacchista che viene attirato in trappola mangiando due pezzi offerti in sacrificio dall'avversario. Troppo ghiotta, l'occasione. Bisogna essere rapidi. Poi non si accorge della reazione a catena che ha scatenato e che, uno per uno, pazientemente, farà cadere i Cavalli, i Pedoni, gli Alfieri, le Regine, i Re. E le Torri. Se il tuo nemico vuole combattere con un'arma a sua scelta e tu lo assecondi, non commetti forse un errore? Anche dal punto di vista della ragione di stato? E l'arma dei dittatori non è forse la ferocia? L'abbiamo accettata o meno, l'arma del nemico? Guardate, sui giornali che non si vergognano di rimpinguare le tirature con i cadaveri (e vedete, io mi ci sono imbattuto per caso e ho guardato: vedete quanto schifo facciamo e faccio io stesso?), guardate le foto di quei quarti di uomo insanguinati. Ditemi: vi ricordano di più la vittoria o la nostra miseria; di più il fatto che quegli uomini erano malvagi o che sono uomini, in putrescenza proprio come noi? Ecco l'effetto speciale, ecco il trucco riuscito: farci sentire tutti fratelli degli assassini, gemellati dalle carcasse.
giovedì, luglio 24, 2003 Piove, amici, ed è meraviglioso. Niente come un temporale per riportare energie e farti sentire ancora parte di un mondo, non di uno spot.
mercoledì, luglio 23, 2003 Un pugno di giorni fa è morta Rosalyn Tureck: una signora dalle ampie gonne plissettate che suonava il pianoforte e una mattina si era svegliata con in mente, diceva, la soluzione matematica al mistero della musica di Bach. E sapete cosa? Per come la suonava magari era vero.
Nuntio vobis gaudio magno: Libero-Infostrada si è deciso a farsi pagare gli sms via web, donando a tutti gli umani pensanti l'occasione di chiudergli in faccia definitivamente il loro maleodorante portale. Yuppi!
Un clima fatto per i batteri, non per gli uomini.
martedì, luglio 22, 2003 Una cosa di NYC tragicamente mancante da Milano, invece, è la varietà, sono il terreno e l'urbanistica mossi.
Si diceva di New York. Chi mi conosce, oltre ad evitarmi, sa che non sono un amante di Milano e della milanesità (che secondo me, ed è questo il punto dolente, praticamente non esiste, sostituita da una pretesa etica del lavoro, che è tutt'altra cosa). Eppure è innegabile che l'unica città che, oltre a scimmiottarla, un poco somiglia NYC qui da noi è proprio Milano. Soprattutto per la tavolozza di pelli piuttosto disinvolta: NYC non sarebbe niente senza i suoi mille popoli con mille odi e mille amicizie. Un caos organizzato che spesso produce un fascino potente, come un profumo troppo intenso ma ipnotico. Esci dalla metro e vedi un pakistano offrire un giornale, mentre un negro in giacca e cravatta parla al cellulare. A me piace, questo. Poi ci sono tutti i problemi di questo mondo, ma questo mi piace.
venerdì, luglio 18, 2003 Quando ci sono stato, a New York, ci sono stato per pochi giorni soltanto.
Natale si faceva sotto, in molti marciapiedi la quantità di corpi era qualcosa di mai visto prima. In molti momenti veniva da pensare che l'uomo non fosse fatto per vivere schiacciato da quelle montagne di finestre vetrate. Odiavo la ressa, l'incombenza di tutto. Allo stesso tempo sentivo che mi restava piantata dentro, e che la sensazione di prendere la metropolitana e sbucare in un quartiere che era un'altra città - bassa, fatata di luminarie e locali trasparenti e mattoni - non l'avrei dimenticata mai. Provavo lo stesso fastidio che si prova davanti ad una donna troppo diversa da te, ma di cui senti di doverti innamorare. Ora non passa giorno che non cerchi fotografie di New York. Penso che nessuno di noi, mai, capirà cosa sia lo sfregio di quel doppio, altissimo buco nel cielo. venerdì, luglio 11, 2003 Ve lo devo dire: di tanto in tanto effedipi rischia la vita. Mi viene voglia di staccargli le macchine. Magari lo faccio, a breve su questi schermi: schermo nero.
giovedì, luglio 10, 2003 Dio e tangenziali hanno voluto - un po' riottose queste ultime - e Brad Mehldau è stato.
In Trio, a Villa Arconati (bellissima, se solo i milanesi si ricordassero che esiste e che ogni tanto va rassettata). Sempre la più splendida mano sinistra del pianoforte jazz. Astruso e astratto a volte, così immediato da essere ruffiano altre, talento acceso sempre. Bellissima cover di Everything In Its Right Place dei Radiohead, ormai songwriter di culto del nostro. Avete presente che pezzo è? Il primo di KidA, tutto elettronico, quello fatto di spilli sintetici, quello che accompagna Tom Cruise in una New York albeggiante deserta nell'unica scena degna di Vanilla Sky?. Vi verrebbe mai di tentarlo in trio acustico? A lui sì, per fortuna. Dopo il concerto gli ho chiesto se era andato a sentire il concerto dei Radiohead a Bergamo, due giorni fa circa. No, mi fa, perchè i was playing myself. In Francoys-Bernier Hall, Quebec City, Quebec. Capito tutto, grazie. mercoledì, luglio 09, 2003 Stasera, Dio e tangenziali volendo, Brad Mehldau in concerto.
lunedì, luglio 07, 2003 So che non è una primizia, tuttaltro, ma provate a scrivere nel campo di ricerca di Google "weapons of mass destruction" e a cliccare su Mi sento fortunato.
venerdì, luglio 04, 2003 Fatemi aprire gli occhi e vedere un po' di nobiltà, vi prego.
L'odore invece del pianoforte, quel legno sciolto nel presagio della musica, era un odore di cose migliori di queste.
Sento già l'odore dei pini in gola: stasera si sale di quota.
giovedì, luglio 03, 2003 E' grave che un bimbo non sappia stare a tavola? Ma no, dai.
L'importante è che non debba governare uno stato e l'Unione Europea. mercoledì, luglio 02, 2003 Stamattina è nato il vento.
Ha la pelle trasparente come un frutto di vetro, mi fa sentire la mancanza dei miei capelli. Il sole solo per oggi è d'un biondo germanico, quella poca acqua che c'è saltella come una bimba sottile, quel poco albero che c'è trema di gioia. Stamattina la città sembra la punta di un monte, il cemento è roccia e se non vedi la valle di foreste sotto è solo perchè hai gli occhi chiusi dalla luce. Cito a braccio, dato che ho scordato il ritaglio:
"Kazaa si è dimostrato il migliore fra i programmi in prova: ci ha permesso di trovare Dedicato a te delle Vibrazioni in dieci secondi. Lo scaricamento di 4,8 mega ha richiesto solo venti minuti". Poi, più sotto, in piccolissimo, corpo 6: "Tutte le prove di scaricamento sono avvenute con file non protetti da copyright". (Jack, luglio 2003) Dio, è così' divertente l'ipocrisia alle volte. Non è vero? |
Fatti e parole. |