mercoledì, ottobre 29, 2003
Panther graffia.
Io un po' meno, ultimamente. Farete senza senza difficoltà, per un po'. Forse.
martedì, ottobre 14, 2003
Anything Else è brillante come un bicchiere appena uscito dalla lavastoviglie. Ha angoli leziosi non riusciti (il continuo rivolgersi al pubblico dei personaggi: già visto e già fritto), ha un protagonista lesso come un'orata lessa (e il fatto che rimbalzi di recensore in recensore la voce di quanto sia bravo e sputato al giovane Allen la dice lunga sulle oneste diottrie dei recensori). Però ha anche una strepitosa, agrodolce Cristina Ricci, battute fulminanti, una leggerezza da opera buffa e un grande titolo. E' proprio vero, l'insondabilità della vita e dei suoi misteri è come tutto il resto, like anything else. La più grande dote di Allen: non prendere sul serio la cultura e i profondi pensieri. Che continui. Tolto quello - e io lo amo - rischierebbe di scivolare anche lui verso l'anything else. Giammai.
lunedì, ottobre 13, 2003
Il sapore sono riuscito a trovarlo solo d'autunno, quando sotto i ferri della metro, sotto le plastiche si sentono le caldarroste e friggono di umido i navigli, strapieni di stravecchierie. E i tram tornano tram, nel loro arancio buccia. I bar tornano bar, nicchie calde nel freddo, fumanti di gente. Il sapore e l'odore; per la vista la nebbia aiuta.
Altre volte invece qualcosa ce l'ha. Il difficile è capire cosa, esattamente.
Milano alle volte è affascinante come l'alopecia di un bancario.
venerdì, ottobre 10, 2003
Se fosse colpa del rock? Se fosse grazie al successo di massa dei primi rockers - e dei loro nipoti - che si sono via via andati benedicendo i peggiori incapaci con l'etichetta di "artisti"?
Se fosse per colpa del rock che l'arte da misurabile per intensità si è fatta miserabile per furbizia, quantificabile per insipienza?
Se fosse per colpa del rock che oggi per essere artisti non bisogna più saper fare niente, non bisogna più trasmettere niente, bisogna solo occupare banda - acustica o visiva che sia?
lunedì, ottobre 06, 2003
Protestare senza capire è peggio di subire.
Quando il Papa morirà, questo Papa che ha il coraggio di lasciarsi morire a testa alta in pubblico, la chiesa avrà un problema. Un grosso problema, di immagine e di contenuto.
giovedì, ottobre 02, 2003
Ciàk Pòlanik
La catarsi è tornata. Cipì riporta fra noi, fra le fibre e le ottiche, quello che era la letteratura ai tempi di Eschilo e compari. E' con i classici maiuscoli e arcaici il suo vero legame. Quei classici greci e latini e non che usavano le parole per scuoiare, per forgiare, per sciogliere, per fare ridere d'orrore. E pulire tutto dentro, intanto. O forse non è legame, ma eredità, ancora più preziosa.
Ciàk Pàlagniuk
Ah ah, dicevo: figuriamoci. Con tutto quello che vedono in tv. Se qualcuno sviene ascoltando leggere un racconto. Ma va là. Poi ieri sera, durante la lettura di "Guts" di Cipì, a Milano, io in prima fila, sento un vociare dietro, in fondo. Sbircio e vedo movimento. Secondo me, dico nell'orecchio al mio amore che mi siede accanto, qualcuno dietro è andato. In quell'istante BAM! il mio vicino crolla a terra, come si fosse buttato a gattoni. Però senza mani.
P.S. alla fine tre in tutto - ma alcuni narrano cinque
mercoledì, ottobre 01, 2003
Mi sono davvero stancato di tutte le metafore ferroviarie. In ogni caso, se l'uomo fosse qualcosa del genere, non sarebbe un treno ma un binario.
"Io non sono religioso. E penso che anche Dio non sia religioso"
(Amos Oz)
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Fatti e parole.
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