Effedipi - Fatti Di Parole

martedì, maggio 11, 2004

L'ho fatto: ho scelto la copia meno rovinata, l'ho spolverata - nonostante il libro fosse uscito da pochi giorni - e ho portato alla cassa il Beethoven di Buscaroli. Iniziando subito dopo a leggerlo. Si vede, si sente e si annusa l'opera di grandissimo spessore. Ma è incredibile la sua voglia di spendere pagine a confutare, maledire, esecrare quasi tutti i suoi predecessori. Ormai saranno tre o quattro volte che il libro sembra cominciare. E invece no. Ci ricasca. "Ludwig van Beethoven venne al mondo... cioè non venne al mondo, non nel senso in cui lo fa intendere quel deficiente malnato di XYZ" e via discorrendo. Per pagine. E pagine. E pagine. Ma terrò duro perchè, lo ripeto, fra le pagine c'è odore di qualità, la penna è magnifica e il soggetto vabbè.

pensato da Effedipi | 11/05/2004 12:14 | commenti

Fatti e parole.