La passione del Cristo è un film piuttosto amatoriale, pieno di ingenuità, non una grande opera. Ma è un film sincero, sicuramente più dei suoi precursori aureolati. Con dei pregi. Parlarne male a prescindere è solo sintomo della nostra conigliaggine, della nostra voglia di fare i laici cool (che è superata solo della voglia di fare i religiosi à la carte), della grande malafede che abbraccia tutto. Per non parlare della ridicola lamentazione ebraica (andiamo, suvvia: siete una nazione e una comunità migliore di così). Non un grande spettacolo a vedersi: meglio la fustigazione.